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Doping Tecnologico, una nuova piaga per il ciclismo?

Si sa che per vincere una competizione sportiva, a volte alcuni atleti ricorrono a trucchi e scorrettezze, primo fra tutti il doping, responsabile dell’alterazione innaturale delle prestazioni fisiche tramite l’assunzione di droghe. Negli anni scorsi questo fenomeno ha fatto discutere coinvolgendo grandi nomi anche dell’atletica e dello sport italiano in generale.

Ma nel ciclismo a quanto pare i furbetti ci sono ancora ed hanno trovato nuovi espedienti per vincere le gare. Siamo passati dalla mitica “bomba” di Fantozzi a soluzioni più smart, in formato ridotto e ben nascoste. Stiamo parlando di vere e proprio biciclette truccate che, al loro interno, monterebbero veri e propri motorini elettrici capaci di sviluppare ben 250 watt di potenza, fornendo addirittura una trazione anteriore o posteriore, a seconda delle esigenze.

Può sembrare un trucco da film comico ma purtroppo si tratta di una realtà molto presente. A confermarlo è Strade 2 il settimanale sportivo di France 2, che in un lungo servizio dedicato all’argomento, avrebbe dimostrato come, con una videocamera termina, sarebbe possibile rilevare fonti di calore anomale in alcuni settori della bicicletta.

Naturalmente ci sono ancora sportivi onesti che giocano secondo le regole ed amano quello che fanno, ma chi è disposto a tutto pur di vincere c’è e ci sarà sempre, spesso rovinando alcune delle più belle competizioni sportive. Che sia arrivato il momento di sottoporre al test del doping anche le biciclette dopo cavalli e ciclisti? Possiamo solo augurarci che chi di dovere organizzi controlli più attenti ed accurati per garantire la legittimità delle gare.

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