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Nuovi percorsi didattici per chi non ha voglia di studiare?

La scuola è un diritto ed un dovere per tutti, sia grandi che piccini, ma serve anche la buona volontà oltre alla possibilità di frequentare. Attualmente l’obbligo scolastico è fino ai 16 anni, con l’intenzione di portarlo fino ai 18, ma siamo certi che queste scelte del Ministero dell’ Istruzione siano valide ed atte a tutelare i nostri ragazzi? Non sarebbe meglio sviluppare nuovi percorsi didattici per chi non ha proprio voglia di studiare ma vuole invece entrare nel mondo del lavoro?

Questa idea è basata su alcuni dati raccolti in recenti ricerche che testimoniano quanto siano elevate le percentuali di giovani che non riescono a trovare un reale stimolo nello studio, a volte perché portati più per gli aspetti pratici. È dunque giusto obbligarli allo studio, costringendo fra le altre cose, i genitori a buttare un sacco di soldi per un tipo di istruzione inutile?

La proposta che alcuni stanno avanzando è quella di riaprire le vecchie scuole professionalizzanti, istituti creati allo scopo di insegnare un lavoro e trasmettere competenze pratiche a chi non è portato per lo studio. L’idea è quindi quella di rivoluzionare un metodo di insegnamento che sta facendo più danni che altro, sostituendolo con uno più efficaci e specifico, capace di adattarsi alle vere esigenze dei nostri figli e non imponendo l’obbligo di frequentare perché così è stato deciso.

Voi sareste d’accordo se l’età per la scuola dell’obbligo fosse abbassata in favore della creazione di istituti professionali che insegnino sul campo un vero lavoro? Noi crediamo che la soluzione sarebbe equa e soprattutto utile a stimolare, anche ragazzi problematici, ad investire le loro energie in qualcosa di utile e concreto.

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